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martedì 8 gennaio 2013

Brigit, Triplice Dea


Brigit è probabilmente la Dea più importante per i Celti, tanto che la sua figura sopravviverà all'interno del cristianesimo sotto le sembianze di santa Brigitta, badessa di Kildare.
Il suo nome significa eccelsa e altezza e deriva dalla radice indoeuropea Berg, ovvero fuoco.
Già questo fa intuire che Brigit sia una Dea solare, il che non dovrebbe stupire, in quanto sia tra i celti che i germani, il sole aveva nomi femminili.
Un'altra caratteristica che sottolinea la sua caratteristica solare stà nella sua origine paterna; ella è la figlia del Dagda, un'importante Dio solare dei Tuatha de Dannan.
Ciò fa di lei una Dea madre, termine spesso usato per rivolgersi a lei.
Il suo nome, pur  con alcune differenze è presente in tutta Europa, dalle isole Britanniche all'Italia, ma è in Irlanda che raggiunge il suo apice.
Viene identificata con le tre Dee  che diedero il nome all'Irlanda; Eiriu, Banba e Fotla.
Più spesso viene identificata con tutte le divinità femminili irlandesi, quindi assume le caratteristiche di Boand, Etain, Tailtu, e Airmed; e viene chiamata con tre diversi appellativi:  Brigit bè legis, Dea dei guaritori; Brigit bè goibnechta, Dea degli artigiani ed in particolare dei fabbri; Brigit bè filid, Dea della fertilità e della poesia.
Poesia e guarigione rappresentano la classe sacerdotale, gli artigiano la classe produttiva e come patrona dei guerrieri la forza.
In considerazione di ciò, Brigit era patrona di ostetriche e levatrici, delle partorienti, umane e nimali, quindi anche degli animali stessi, patrona dei fabbri, degli artigiani, del focolare, della filatura e della tessitura, della poesia e della medicina, non che della divinazione.
Le donne andavano alle fonti sacre portando delle offerte affinchè potessero rimanere gravide, per poi invocarla al momento del parto affinchè potesse essere senza complicazioni. 
Abbiamo detto che era protettrice dei guerrieri, in particolare di quei personaggi eroici che dovevano compiere particolari missioni nell'altro mondo a cui lei è ovviamente legata; spesso associata alle figure della mucca, del serpente e del gallo, creature legate proprio all'altro mondo, anche se queste rappresentazioni sono legate più alla sua figura sotto il cristianesimo, segno inequivocabile della pagana origine della famosa santa; l'animale che in realtà più di tutti gli è legato è il Cigno.
Per sottolineare ulteriormente la sua triplice divinità, i celti erano in uso chiamarla madre, moglie e sorella di tutti, uomini e Dei compresi.
Ovviamente una Dea dal triplice aspetto non poteva non avere tre figli, avuti dall'unione con Tuireann; Bran, Iuchar e Iucharba; che per gli irlandesi sono i tre Dei di Dana, altro espilicito esempio che Brigid è una Dea madre equivalente proprio a Dana.
La sua poliedricità emerge in alcune credenze irlandesi in cui la Brigit aveva il volto diviso in due metà, uno bellissimo e uno orrendo, in grado di scacciare o provocare malattie.
A lei si attribuisce l'invenzione del fischio, utilizzato per chiamare i suoi amici e del lamento, utilizzato per la prima volta da lei per la morte di suo figlio Ruadan.
 La festa a lei dedicata è Imbolc che convenzionalmente cade il 1° Febbraio; è una delle quattro feste principali dei celti, detta anche festa dei fuochi per la consuetudine di accendere grandi falò in tali occasioni.
Imbolc è anche detta festa della luce, in quanto segna proprio il ritorno alla luce dopo il buio ed il freddo invernale, la natura in questo periodo incomincia a risvegliarsi.
E' anche la festa del latte in quanto il bestiame incomincia a produrlo, questo è dovuto al fatto che in questo periodo vengono alla luce i cuccioli.
Nel periodo della festa di Imbolc nascono anche i bambini concepiti durante la festa di Beltane;  il che rende chiaro del perchè Brigit sia patrona delle nascite.
Brigit, come abbiamo detto, è legata anche alla guarigione, non per niente a lei sono state dedicate parecchie fonti sacre taumaturgiche e questo suo legame sia con l'elemento acqua che con l'elemento fuoco, inteso non solo quello fisico ma anche il fuoco della vita e dell'ispirazione; fa di Imbolc una festa di purificazione.
Molti luoghi a lei sono stati dedicati , citiamo solo la località italiana più famosa; ovvero la Brianza, il cui nome deriva proprio da Brigantia, in cui il suffisso brig significa altura e la brianza è collinare.
Va specificato che con il termine altezza non si intende solo il significato letterario e fisico, ma anche l'energia che dalla terra si concentra ed esplode verso l'alto.



martedì 27 novembre 2012

Epona


Epona
La Dea Giumenta

La dea-giumenta Epona associa la
virilità e la potenza del cavallo ai
poteri generativi e spirituali delle dee
madri. In qualità di guardiana dei
morti e di coloro che sono in pericolo, 
trasporta gli esseri fatati defunti oltre gli abissi
dell'oceano e spalanca le porte dell'Altroregno. 
La sua presenza reca
compagnia e protezione durante le situazioni di pericolo,
 di insicurezza e nei momenti in cui la salute 
e il benessere sono compromessi. 
Ugualmente a suo agio sulla terra, in mare
e nell'Altroregno, Epona viene onorata 
da tutto il Popolo del Sidhe.

È sempre accompagnata da un cavallo, spesso da diversi cavalli o puledri che succhiano dai suoi capezzoli. Raffigurata come una splendida donna che cavalca una giumenta all'amazzone, oppure come una giumenta dalla testa di donna, Epona regnava sia come guardiana dell'inizio e della fine della vita sulla terra e nel mondo di Luce, sia come sovrana di luoghi particolari.


Oltre alla giumenta, il tratto distintivo delle rappresentazioni di Epona è quello di guardiana dei defunti che conduce all'Altroregno. Inoltre porta con se delle chiavi, talvolta semplici chiavi di stalle ma più spesso chiavi che aprono le porte dell' Altroregno.

Sempre presente nella storia mitologica, Epona è nota anche come Macha in Irlanda e Rhiannon nel Galles. Nel Tàin Bò Cualinge (La Razzia del Castello di Cooley), viene costretta dal re a gareggiare con i suoi cavalli. Epona vince la corsa, dando alla luce due gemelli mentre muore al traguardo, maledicendo gli uomini dell'Ulster per nove generazioni, come vendetta divina per la loro crudeltà. Nel Primo Ramo del Mabinogion gallese, Pwyll Signore di Dyfed vede Rhiannon e il suo cavallo divino durante il loro primo incontro. Mentre l' amazzone si avvicina, Pwyll vede
una donna vestita di brillante broccato d'oro che cavalcava un grande cavallo pallido...E chiunque avesse visto il cavallo avrebbe detto che si stava muovendo con passo lento ma deciso... Pwyll montò in sella ma proprio in quel momento la signora a cavallo lo oltrepassò. Diede uno strattone al suo destriero imbizzarrito e lo fece voltare per seguirla certo di poterla raggiungere in pochi istanti eppure non riuscì ad avvicinarsi... Allora Pwyll la chiamò: "Signora in nome dell'amore dell'uomo che più amate fermatevi!".
"Mi fermerò volentieri" disse lei " e sarebbe stato meglio per il vostro cavallo se me lo aveste chiesto prima".

lunedì 26 novembre 2012

La Dea Morrigan


La personificazione più nota in Irlanda e Britannia della Grande Dea o della Dea trina è data dalle tre Morrigan: in seguito esse hanno perduto la loro triplice natura e sono diventate Morgana, maga, fata, sacerdotessa, regina, a seconda dei punti di vista, comunque dotata di capacità sovrumane, tra cui quella di trasformarsi.
La radice mah in sanscrito significa potente e il nome Morrigan, la dea in forma trina più famosa d'Irlanda e Britania, avrebbe questa radice sanscrita più la radice gin/gan, generare.
Le Morrigan sono perciò le potenti generatrici. I nomi delle tre Morrigan (le Tre Madri, le Tre Matrone, le Tre Marie, le Tre Morgane) sono Emain, Macha e Babd.
L'aspetto della Trinità è accompagnato sempre dal simbolo della Luna, le tre immagini femminili come la Luna in cielo percorrono il ciclo di nascita, crescita e morte. Sono la vergine, la madre e la vecchia, eterne nel farsi e rinnovarsi continuo della ciclicità del cosmo della natura e della vita di piante, animali, esseri umani.
nella statuaria celtica compaiono spesso tutte e tre sedute insieme, e si dice che rappresentino la parte femminile del divino.


La Dea Morrigan ha forti connessioni con la dea uccello neolitica, essa era la fonte e la dispensatrice di umidità che dà vita. Come un uccello acquatico essa congiungeva il cielo e la terra, e si riteneva che alla sua dimora terrestre si rispecchiasse un regno acquatico divino. Essa è anche guardiana delle fonti e dispensatrice severa di vita, morte, felicità, ricchezza ed è chiamata anche Fato.
Gli uccelli acquatici sacri alla dea sono l'anatra, l'oca e il cigno sono da intendere apportatori di felicità, ricchiezza, nutrimento. Gli uccelli rapaci: avvoltoio, civetta, corvo, cornacchia sono invece preannunciatori di morte. Gli uccelli profetici cuculo e civetta rappresentano la profezia, gli annunci di primavera, matrimonio, morte. Gli uccelli dell'anima: colomba e altri piccoli volatili sono sede delle anime dei morti.
La triplice dea irlandese Morrigan era composta da tre persone: la vergine Ana, dea della fertilità; la madre Babd, colei che fa bollire materia nel calderone che perpetuamente produce vita; e la dea del tempo Macha l'anziana, la grande dea dei fantasmi o Madre della morte.


Come Ecate la triplice dea della Luna, Macha a sua volta è spesso rappresentata in tre persone: la regina dell'Ulster che governa il suo tempio o luogo sacro; Macha Emaina, che regola la terra della Luna e soccorre gli eroi morenti in battaglia e cura le loro ferite o li trasporta verso la morte. Sotto forma di corvo o cornacchia emerge dal suo mondo magico e si appoggia su una pietra eretta cantando i suoi misteri.
Il corvo è un tipico animale totemico delle divinità della morte, divinità sia maschili che femminili. E' associato a Morrigan, e in seguito anche alla figura di Morgana: lo si ritrova anche come simbolo araldico di Owain, figlio di Morgana.
Un corvo sedeva sulla spalla dell'iniziato o iniziata nei misteri Orfici quando entrava nel tempio per la cerimonia di morte e risurrezione. Anche nei misteri Mitraici l'iniziato riceveva il titolo di "corvo" quando raggiungeva il primo grado di illuminazione, che corrispondeva all'ascesa alla paradisiaca sfera lunare. L'associazione tra il simbolismo del corvo e il concetto di morte o resurrezione è molto presente in tutta la tradizione nordica e germanica.


Macha è la Grande Regina dei fantasmi, venerata in Irlanda e probabilmente identica alla dea Macha Alla dell'Asia Minore, Madre della Vita e della Morte.
Ella appare nell'Antico Testamento come la Regina Maachah, il cui spirito era venerato sotto forma di idolo in un boschetto fino a che non venne cacciata da suo figlio Re Asa. Il tempio di Machareus sulla cima della montagna (dove Giovanni Battista conoscerà il suo destino) può avere preso il nome da Macha.
Il tempio irlandese di Macha era chiamato Macha Emaina, nella capitale dell'Ulster. L'aspetto più astratto della dea Macha è quello di Emania, la dea della Luna e del regno dei morti. 
Macha convocava gli uomini alla morte, ed era la stessa voce di Banshee o La Donna delle Tombe a Tumulo.




giovedì 23 febbraio 2012

44 giorni stregati - Giorno VI

6 - Un Dio preferito.
Il Dio Lugh
Lug nasce dall’unione di Cian, figlio di Diancècht, della stirpe dei Tuata de Danann e Eithne, figlia di Balor, della stirpe dei Fomori.
La sua infanzia è alquanto intricata, infatti vi è più di una versione su chi realmente lo allevò; la storia narra che Balor, temendo l’avverarsi di una profezia che lo voleva ucciso da un suo nipote, ordinò di gettare i tre figli avuti dalla figlia, ordine che venne eseguito ma per un caso fortuito uno dei tre nipoti, Lugh, riuscì a salvarsi e venne preso dalla Druidessa Birog, la quale lo portò al Dio del mare e delle profondità Manannan Mc Lyr, che allevò il giovane dandogli il nome di Goibhniu; in un’altra versione è Goibhniu stesso ad allevare il giovane Lugh, mentre la terza versione nomina come sua tutrice Tailtu, regina dei Fir Bolg.
Gli esempi fin’ora descritti riguardano la tradizione Irlandese; ma abbiamo Lugh come personaggio importante anche nella mitologia Gallese, ma anche qui la sua infanzia non è certo tra le più normali ed il suo nome è Lleu Llaw Gyffes.
Egli è figlio di Arianrhod, una rappresentazione della Dea Bianca e di suo fratello Gwyddyon, un potente mago.
La madre irata per questa nascita non gradita getta tre geasa (imposizioni) sul bambinoil quale non poteva:
- avere un nome finchè non gli lo avesse dato lei stessa;
- impugnare le armi finchè non fosse stata lei a dargliele;
- avere una donna umana;
tre divieti atti a escludere la sua stessa esistenza.
Il padre Gwyddyon si prende a cuore le sorti del figlio/nipote, quindi decide di aiutarlo; per fargli avere il nome si trasforma in un ciabattino e obbliga con l’inganno Arianrhod ad andare in spiaggia a provare delle scarpe, ma lì vi era anche il giovane Lugh ancora senza nome, il quale vedendo uno scricciolo appoggiarsi sull’albero della nave, scagliò una freccia che andò ad inserirsi tra osso e tendine.
La madre stupita da tanta bravura esclamò:
“Il Leone ( Lleu ) ha la mano ferma (Llaw Gyffes )”, che rimarrà il suo nome.
Per ovviare al secondo geis, di fondamentale importanza per un celta, Gwyddyon utilizzando le sue arti magiche fece credere ad Arianrhod che il suo castello fosse sotto assedio, presa dal panico chiamò a sè i presenti dandogli le armi per la difesa; si presentò a lei anche il giovane L.L.G., così camuffato da non essere riconosciuto e ricevere anch’esso le armi.
Per infrangere il terzo divieto non serviva un consenso della madre, quindi Gwyddyon con l’aiuto di un altro zio del ragazzo, Math, crearono mediante la magia una donna, la più bella che si fosse mai vista, nata da una serie di fiori, il suo nome è Blodeuwedd.
La quantità di versioni e di divinità che gli avrebbero fatto da genitori a da tutori può sembrare a prima vista come una gran confusione, invece potrebbe essere dovuta proprio alle molteplici capacità che possiede Lugh.
Egli è per metà appartenente ai Fomori, i quali rappresentano le forze del caos, il disordine o come forze oscure, spesso rappresentati come demoni; ma per l’altra metà è un de Danann, popolo giunto dal nord esperto nella magia, popolo di druidi saggi ed esperti nell’arte, inoltre è un Dio luminoso, come dice il suo stesso nome, Lugh che significa per l’appunto luminoso.
Fonte: www.celticworld.it/sh_wiki.php

(24.01.12)