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mercoledì 27 febbraio 2013

Olio Essenziale Arancio


L'albero di arancio (Citrus aurantium)  è un sempreverde originario della Cina meridionale con foglie ovali e lucide, fiori bianchi e frutti di colore giallo aranciato.
L' olio essenziale di arancio viene estratto mediante spremitura a freddo o distillazione della scorza esterna del frutto giunto quasi a maturazione. Esiste nelle varianti dolce e amara.

Principali proprietà dell’olio essenziale di arancio

L’olio essenziale di arancio è antispasmodico, calmante nervoso, antidepressivo, digestivo, diuretico, anticellulite, antisettico, tonico della circolazione sanguigna e del cuore.

Impieghi più comuni dell’olio essenziale di arancio

L’ olio essenziale di arancio stimola la produzione di bile e accelera la peristalsi intestinale: la sua azione è perciò efficace nel contrastare la costipazione.
Ha un effetto leggermente ipnotico, agisce come calmante: è perciò utile per trattare i disturbi nervosi, l’insonnia.
Combatte inoltre le infezioni, ha azione diuretica e febbrifuga, è un tonico muscolare e nervoso, stimola e rinforza le difese naturali.
Inoltre l’ olio essenziale di arancio agisce efficacemente anche sulla pelle; combatte le rughe e facilita il ricambio cellulare; rassoda i tessuti e contrasta eczemi e dermatosi.
L’ arancio è efficace anche come battericida: può essere usato sotto forma di sciacqui come tonico delle gengive; cura afte, stomatiti e gengiviti.

Alcune modalità di utilizzo dell’olio essenziale di arancio

L'olio d'arancio è particolarmente indicato per gli eczemi, le dermatosi e le piccole ferite:

MASSAGGI: fare dei massaggi mettendo 3 gocce diluite con Latte di mandorle;
APPLICAZIONI: mettere 3 gocce di olio d'arancio con la crema tea tree e frizionare la parte interessata;
BAGNO: mettere nel bagno otto gocce di olio d'arancio con latte di mandorle.

Si usa anche per le acne giovanili usandolo in questo modo:
MASSAGGI: mettere 1 goccia con latte di mandorle e frizionare il viso…

Per la cellulite lo si usa così:
MASSAGGI: mettere 3 gocce con ideal body e massaggiare la parte interessata.
BAGNO: usare l'olio d'arancio nella vasca da bagno mettendone otto gocce con un poco di latte di mandorle.

Negli stati influenzali usare l'olio d'arancio così:
BAGNO: mettere cinque gocce di olio d'arancio con latte di mandorle.
INALAZIONI: fare delle inalazioni mettendone 2 gocce nel fazzoletto…
VAPORIZZAZIONI: fare delle vaporizzazioni…mettendone cinque gocce nel fornelletto.

L'olio d'arancio si usa anche per le afte, le stomatiti, gengiviti facendo degli sciacqui o gargarismi mettendone 2 gocce nell'acqua sia al mattino che alla sera.
Se si hanno degli spasmi gastrointestinali usare l'olio d'arancio così:
MASSAGGI: frizionare tre gocce di olio d'arancio con la crema timo o la crema lavanda Just.

Per le palpitazioni o la tachicardia:
MASSAGGI: frizionare due gocce di olio sui polsi e sul torace…
INALAZIONI: mettere due gocce nel fazzoletto e inalare….
VAPORIZZAZIONI: mettere cinque gocce nel fornelletto…

Per l'ansia, agitazione, insonnia si può usare l'olio d'arancio in questo modo:
MASSAGGI: mettendone tre gocce diluite con latte di mandorle;
APPLICAZIONI: sui polsi, sul torace o sulla pianta del piede…frizionando due gocce…

L'olio d'arancio è indicato anche per la malinconia e la tristezza e lo si usa così:
MASSAGGI: frizionare due gocce sui polsi…
BAGNI: mettere quattro gocce di olio…
PEDILUVI: mettere in una bacinella d'acqua calda quattro gocce…
DOCCIA: Mettere due gocce di olio d'arancio assieme al bagno schiuma sulla spugna.

Infine essendo un prodotto naturale lo si può usare anche in cucina per la preparazione di torte..biscotti o plumcake….


Precauzioni d’uso

L’ olio essenziale di arancio è generalmente atossico, non irrita e non causa sensibilizzazione. Se distillato è fototossico; si dovrebbe evitare di applicarlo alla pelle in caso di esposizione diretta ai raggi solari.

(fonte: rete)

venerdì 17 agosto 2012

A come Aromaterapia


MWL 5#: Alfabeto di Strega
A come Aromaterapia.

L’aromaterapia è l’arte e la scienza di usare gli oli essenziali naturali, nel termine “aromaterapia”, “aroma” si riferisce al fatto che tutti gli oli essenziali hanno un profumo caratteristico, mentre “terapia” si riferisce alla capacità curativa.
Negli oli essenziali, le molecole aromatiche fluttuano nell’aria e vengono inalate attraverso le narici.
Quando queste molecole colpiscono i recettori nervosi, innescano una reazione il cui risultato è l’attività cerebrale.
L’aromaterapia porta benefici terapeutici in diversi campi, come nella bellezza, nel benessere generale, nella sfera emotiva, ed è sempre più nota la sua efficacia come metodo naturale per alleviare lo stress: alcuni oli possono far sentire più rilassati e fiduciosi chi conduce una vita piena e sotto pressione.
I metodi di estrazione degli oli essenziali naturali più usati e consentiti dalla legge, per scopo terapeutico, sono: la distillazione in corrente di vapore (d'acqua) e la spremitura.

Se non abbiamo la possibilità di realizzare artigianalmente gli oli essenziali è facile, però, trovarli in commercio. Diverse sono le marche rintracciabili, per cui c’è vasta scelta a seconda dei gusti e delle preferenze personali.
Gli usi delle essenze sono diversi, a seconda delle proprietà delle stesse.. la cosa fondamentale da ricordare è che gli oli sono molto concentrati. Ad esempio “per 1 goccia di olio essenziale di rosa occorrono almeno 30 rose”. Questo significa che in determinate circostanze dove viene consigliato di usare l’olio essenziale diluito in acqua è bene seguire le indicazioni: è vero che sono prodotti totalmente naturali, è vero che non fanno male, ma a volte possono provocare delle reazioni inaspettate e quindi infastidire anziché alleviare.
L’uso più comune dell’olio usato in aromaterapia è quello di bruciare, nel bruciatore che ha la candelina sotto al piattino del brucia essenze, alcune gocce pure. L’aroma si spande nell’ambiente e la fragranza viene così percepita senza difficoltà alcuna.
C’è poi chi le utilizza per la realizzazione di saponi, creme e candele, in modo da aromatizzare il tutto, sfruttando proprio l’alta concentrazione di prodotto naturale di cui è, appunto, composta l’essenza. Addirittura c’è chi lo mette nelle pietanze, dando maggior profumo e sapore al cibo.

lunedì 13 agosto 2012

L'Incenso

Incenso

Il profumo penetrante dell’incenso che sale verso il cielo richiama gli dei e li informa dell’umile invocazione dell’uomo. Niente più dell’incenso ricorda lo spirito dell’Oriente, il suo senso di mistero e di meraviglia. L’aroma inebriante e la lenta spira di fumo pervadono templi e cibori in tutto il continente e parlano di un luogo diverso, di un tempo diverso. Certo, l’usanza di bruciare incenso non appartiene solo all’Estremo Oriente; questa pratica così diffusa ha colpito tanto l’immaginazione dei primi viaggiatori che i templi buddhisti sono diventati famosi come "dimore dell’incenso" e i monaci come re profumati. Né l’uso è stato limitato alla pratica religiosa. I cinesi se ne servivano per leggere l’ora; le geishe giapponesi per calcolare il prezzo del piacere dei clienti; i tailandesi per curare il più banale raffreddore. A seconda della forma e della dimensione, che possono essere le più svariate, l’incenso brucia per pochi minuti o per giorni interi. A Hong Kong viene preparato di solito in grandi spirali coniche. In Malesia, Tailandia e Singapore, durante le festività cinesi, viene usato sotto forma di bastoni, grossi come tronchi d’albero; bastoncini sottili si trovano invece un po’ ovunque. A prescindere dalla forma, l’incenso è ancor oggi assai diffuso in Asia – anzi mai come ora – e il gesto di accendere un’essenza fragrante viene ogni giorno ripetuta anche al di fuori di cerimonie e rituali, simbolo di uno stile di vita. Bruciare legni aromatici o resine, gesto essenziale della devozione e della supplica religiosa, è stata una pratica comune a molte culture fin da tempi antichissimi. " La fragranza dell’incenso che si diffonde e il fumo sinuoso che spande per l’ aree infinito", scrive un commentatore, hanno stretto un legame simbolico con la preghiera, e fanno dell’offerta un tutt’uno con l’adorazione.

Le origini dell’incenso si perdono nella notte dei tempi, anche se è probabile che esso non sia originario delle culture alle quali oggi viene attribuito. Secondo una delle ipotesi più accreditate, le prime a farne uso furono le antiche civiltà del Medio Oriente, che lo producevano estraendo resine dagli alberi della famiglia Boswellia, copiosi nell’Arabia del Sud e in Somalia. Sumeri e Babilonesi bruciavano queste sostanze credendole dotate del potere di placare le divinità e di purificare i templi. In Egitto, l’incenso è noto fin dai tempi della XVIII Dinastia. Il libro Egiziano dei Morti, il più antico testo scritto che si conosca sulle cerimonie magiche e religiose, dà notizia di come l’uso di bruciare sostanze profumate avesse un significato importante nei riti funebri. Con lo sviluppo del commercio, le popolazioni lo scoprirono e ne adottarono l’uso di bruciare sostanze profumate avesse un significato importante nei riti funebri. Con lo sviluppo del commercio, le popolazioni lo scoprirono e ne adottarono l’uso, e i regni arabi – Sheba, Hadramat, Quabatan – che lo producevano fecero fortuna esportandolo. Nel prologo dell’Edipo, Sofocle scrive: "La città era frastornata e ingombra di un carosello di suoni e di odori, di mormorii, di inni e di incenso". Si dice che a Roma, Nerone, per il funerale della moglie Poppea, avesse ordinato l’equivalente della produzione di un anno di incenso proveniente dall’Arabia. Se è vero che l’incenso era assai diffuso nel Vecchio Continente, fu in Oriente che si affermò veramente, caratterizzando tutte quelle culture. Alcune teorie vogliono che ne sia stato trasmesso l’uso dal Medio Oriente al resto dell’Asia, altre invece parlano di un percorso del tutto indipendente. L’unica cosa certa è che il rito di bruciare legno di sandalo è stato praticato fin dai tempi più remoti in India e perfino in Cina, come riferiscono antichi testi taoisti. Con il diffondersi del Buddhismo, queste sostanze dall’India penetrarono in tutta l’Asia sud- orientale. In un primo tempo le resine aromatiche più apprezzate nel Medio Oriente furono incenso e mirra, come dimostrano i doni dei Magi al Bambino Gesù, ma se ne fece uso anche nell’Estremo Oriente, provenienti per lo più dall’Arabia. A poco a poco gli addetti alla preparazione degli incensi incominciarono a impiegare molti altri ingredienti, tra cui il sandalo, l’ambra grigia, il basilico, la canfora, i chiodi di garofano, il gelsomino, il muschio e il patchouli.

L’incenso veniva impiegato anticamente anche per usi ordinari: per scacciare zanzare e altri insetti fastidiosi, eliminare la congestione nasale miscelandolo con erba medica, o semplicemente profumare piacevolmente le dimore dei ricchi. Questa popolarità ha alimentato un intenso commercio di profumi e una fiorente industria di incensi di tutte le possibili varietà, attraverso le varie epoche sino ad oggi. In tutta l’Asia l’incenso continua a diffondere la sua fragranza verso il cielo, mantenendo vivo il legame vitale tra l’uomo e i suoi dei, e facendo da tessuto connettivo tra tutte le culture d’Oriente. E in occidente è oramai diventato di uso comune, sia per chi pratica discipline di ispirazione orientale sia e soprattutto in qualità di fragranza per ambiente.

Fonte: http://www.himalaya.it/l%27incenso.html



 Oggi mi andava di bruciare un bastoncino al Sandalo...

Legno di Sandalo

Albero del sandalo in fiore

Il profumo del legno di Sandalo è mitico nella stessa maniera che lo sono le fragranze del muschio e dell’ambra: il suo nome è universalmente conosciuto ma è talmente raro e prezioso che la maggiore parte delle persone non ne ha mai sentito che i pietosi sostituti chimici che l’industria produce per i poco costosi prodotti di massa.
Il pregio del legno di sandalo risiede nella bontà del suo aroma e nell’effetto che esso provoca nelle sfere emotive e psichiche.
E una fragranza legno-resinosa di una tale ricchezza e corposità da essere paragonabile all’ambra grigia. Il suo profumo, molto persistente, è di pulizia spirituale.
È profumo principe della profumeria tradizionale che si sposa con gli aromi fioriti prestando loro stabilità. Gli aromi dei fiori simboleggiano le più eteree e sublimi emozioni umane e possono a volte necessitare di essere bilanciati da aromi più “terreni”.
Il suo effetto è sia afrodisiaco che mistico, respirarlo chiudendo gli occhi procura un piacere intenso all’anima, un’estasi del cuore che si diffonde in tutto il corpo.
In questa fragranza unica è distillata l’essenza dell’Oriente, delle favole delle mille e una notti e dei miti del Bagavad Gita. Nel profumo del Sandalo c’è lo yoga ed il tantra e nel suo profumo si può respirare la simbiosi degli estasi dell’amore fisico e di quello mistico.
Il legno di sandalo armonizza il chakra della base con quello della corona, il primo e l’ultimo, e quindi equilibra tra di loro tutti quelli intermedi. Per questo è considerato capace di trasformare la sessualità in esperienza spirituale ed è usato a tale scopo nell’arte del tantra.
Questa essenza stimola la parte destra del cervello, favorendo la creatività e l’intuizione. Il suo aroma è legato alla serenità, alla meditazione e alla saggezza, è stabilizzante dello stato d’animo, equilibrante e favorisce il ritorno alla dimensione interiore.
E’ utile alle persone che soffrono dei sintomi legati ai disturbi o alla carenza di energia volitiva (himmah), come per esempio la frenesia, il nervosismo, l’aggressività, la paura, la depressione e l’apatia. Il suo profumo è particolarmente indicato per le persone soggette a stati depressivi che provocano difficoltà di carattere sessuale.
Il profumo del sandalo procura pace e serenità, allieva le tensioni e può essere considerato una chiave di accesso all’inconscio. Per queste ragioni sarà particolarmente apprezzato da tutti coloro che si dedicano alla ricerca interiore.