"Ci sono due modi per diffondere la luce: essere la candela o lo specchio che la riflette."
Visualizzazione post con etichetta Divinità Maschili. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Divinità Maschili. Mostra tutti i post
lunedì 10 giugno 2013
Anubi
Dio sciacallo di Cinopolis, assiste Horus e Thot nella pesatura del cuore dei defunti, preposto ai segreti. E' figlio di Osiride e di Nefthi
Questa divinità è raffigurata con la testa di cane (ritenuta a torto di sciacallo).
Non si sa con esattezza quale sia la sua origine ma, già dall'epoca di Aha una tavoletta menziona la sua festa e, fino alla fine della V dinastia, quando comparirà Osiride, è Anubi soltanto a presiedere al culto funerario.
Anubi era inoltre l'emblema del XVII nomos del Sud, la cui capitale, Kasa (Cynopolis), gli tributava un culto particolare.
Il suo animale sacro era il cane errante della valle del Nilo che, al contrario del dio, raffigurato come un cane nero o un uomo dalla testa canina nera, è è raramente nero. Si pensa comunque che tale colore on sia un simbolo luttuoso, ma la tinta specifica utilizza per la mummificazione, quindi un simbolo di rinascita.
Gli veniva attribuita l'invenzione della tecnica della mummificazione e, nella leggenda osiriana, Ra lo inviava presso Osiride per rendergli gli onori funebri e sottoporlo a mummificazione, dopo la sua avventura con Seth. Tale leggenda appare su una tomba nel Medio Regno ma, senza alcun dubbio, rimonta ad epoca più alta: sicchè il rito del mummificare si configura soltanto come la ripetizione di un rituale divino mutuato da un archetipo, il sacerdote che lo officia si assimila ad Anubi, indossando una maschera che riproduce le fattezze del dio.
Le denominazioni più comuni di Anubi sono "colui che preside all'imbalsamazione", "colui che vive sulla montagna ( la montagna che conduce alla dimora dei morti e nella quale sono scavati gli ipogei), "signore della Necropoli" e "colui che possiede l'ut (Im-Ut, si chiamano Ut le bende delle mummie)."
Il nome di Anubi è in egiziano Inpu o Anepu.
giovedì 23 febbraio 2012
44 giorni stregati - Giorno VI
6 - Un Dio preferito.
Il Dio Lugh
Lug nasce dall’unione di Cian, figlio di Diancècht, della stirpe dei Tuata de Danann e Eithne, figlia di Balor, della stirpe dei Fomori.
La sua
infanzia è alquanto intricata, infatti vi è più di una versione su chi
realmente lo allevò; la storia narra che Balor, temendo l’avverarsi di
una profezia che lo voleva ucciso da un suo nipote, ordinò di gettare i
tre figli avuti dalla figlia, ordine che venne eseguito ma per un caso
fortuito uno dei tre nipoti, Lugh, riuscì a salvarsi e venne preso
dalla Druidessa Birog, la quale lo portò al Dio del mare e delle
profondità Manannan Mc Lyr, che allevò il giovane dandogli il nome di
Goibhniu; in un’altra versione è Goibhniu stesso ad allevare il giovane
Lugh, mentre la terza versione nomina come sua tutrice Tailtu, regina
dei Fir Bolg.
Gli esempi
fin’ora descritti riguardano la tradizione Irlandese; ma abbiamo Lugh
come personaggio importante anche nella mitologia Gallese, ma anche qui
la sua infanzia non è certo tra le più normali ed il suo nome è Lleu Llaw Gyffes.
Egli è figlio di Arianrhod, una rappresentazione della Dea Bianca e di suo fratello Gwyddyon, un potente mago.
La madre irata per questa nascita non gradita getta tre geasa (imposizioni) sul bambinoil quale non poteva:
- avere un nome finchè non gli lo avesse dato lei stessa;
- impugnare le armi finchè non fosse stata lei a dargliele;
- avere una donna umana;
tre divieti atti a escludere la sua stessa esistenza.
tre divieti atti a escludere la sua stessa esistenza.
Il padre
Gwyddyon si prende a cuore le sorti del figlio/nipote, quindi decide di
aiutarlo; per fargli avere il nome si trasforma in un ciabattino e
obbliga con l’inganno Arianrhod ad andare in spiaggia a provare delle
scarpe, ma lì vi era anche il giovane Lugh ancora senza nome, il quale
vedendo uno scricciolo appoggiarsi sull’albero della nave, scagliò una
freccia che andò ad inserirsi tra osso e tendine.
La madre stupita da tanta bravura esclamò:
“Il Leone ( Lleu ) ha la mano ferma (Llaw Gyffes )”, che rimarrà il suo nome.
Per ovviare
al secondo geis, di fondamentale importanza per un celta, Gwyddyon
utilizzando le sue arti magiche fece credere ad Arianrhod che il suo
castello fosse sotto assedio, presa dal panico chiamò a sè i presenti
dandogli le armi per la difesa; si presentò a lei anche il giovane
L.L.G., così camuffato da non essere riconosciuto e ricevere anch’esso
le armi.
Per
infrangere il terzo divieto non serviva un consenso della madre, quindi
Gwyddyon con l’aiuto di un altro zio del ragazzo, Math, crearono
mediante la magia una donna, la più bella che si fosse mai vista, nata
da una serie di fiori, il suo nome è Blodeuwedd.
La quantità
di versioni e di divinità che gli avrebbero fatto da genitori a da
tutori può sembrare a prima vista come una gran confusione, invece
potrebbe essere dovuta proprio alle molteplici capacità che possiede
Lugh.
Egli è per metà appartenente ai Fomori,
i quali rappresentano le forze del caos, il disordine o come forze
oscure, spesso rappresentati come demoni; ma per l’altra metà è un de Danann,
popolo giunto dal nord esperto nella magia, popolo di druidi saggi ed
esperti nell’arte, inoltre è un Dio luminoso, come dice il suo stesso
nome, Lugh che significa per l’appunto luminoso.
(24.01.12)
Iscriviti a:
Post (Atom)